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I PARCHI DI AGOSTINO








L'ASSOCIAZIONE "i PARCHI DI AGOSTINO"


L'Associazione   “I Parchi di Agostino” ė dedicato ad “Agostino Catalano”, l’agente dI Polizia a capo della scorta del giudice Paolo Borsellino, che, con questi ed i colleghi, perse la vita nell’attentato di via D’Amelio, a Palermo, il 19 luglio 1992.

L'Associazione “I Parchi di Agostino” si propone di sensibilizzare i giovani alla cultura della legalità  ed ispirare in essi il senso civico e di comunità attraverso il coinvolgimento attivo in progetti di riqualificazione di uno o di più punti della città. Obiettivo dell'Associazione è quello di diffondere i principi che la regolano e realizzare i "parchi" dedicati ad Agostino Catalano su tutto il territorio nazionale.

I Parchi di Agostino” sono da intendersi oltre che nell’accezione di “spazio fisico” anche come “spazio culturale”. In quanto spazi fisici  si costituiscono come luoghi di aggregazione e del bello come espressine morale. In quanto spazi culturali si manifestano attraverso mostre ed eventi legati al mondo dell’architettura e dell’arte.


L'Associazione "I PArchi di Agostino" ha l'obiettivo di realizzare  la “Banca del libro” ovvero istituire, presso le scuole aderenti degli scaffali virtuali e dove possibile punti di raccolta di testi didattici messi a disposizione dagli studenti che non li utilizzano più o dai docenti per gli studenti meno abbienti e di istituire borse di studio, in memoria di Agostino Catalano, destinate agli studenti meritevoli privi di mezzi propri.



AGOSTINO CATALANO



Agostino Catalano nacque a Palermo il 16 maggio del 1949. 


All'età di 18 anni entrò a far parte della Polizia di Stato nella quale rimase sino al 1970, anno in cui entrò nelle Ferrovie dello Stato. 


Nel 1978 decise di tornare in Polizia. Un avvenimento determinò questa scelta: il sequestro dell'onorevole Aldo Moro.  Non poté rimanere indifferente ritenendo di poter essere più utile allo Stato tornando ad indossare la divisa. Il senso di Giustizia e di  Legalità prevalsero.


Ebbe una carriera impeccabile distinguendosi per meriti anche al di fuori  del servizio. Il 16 maggio del 1992, l’ultimo compleanno, salvava un  ragazzo dalle acque di Mondello.


Nell’arco della sua carriera prestò servizio presso la Squadra Mobile di Foggia, Genova e Palermo. Venne trasferito in questura nel 1984 per svolgere servizio di scorta e tutela a personalità politiche e della Magistratura. Nel 1986 frequentò il corso di specializzazione per agenti di scorta presso il C.A.I.P. (Centro di Addestramento e Istruzione della Polizia di stato) di Abbasanta, in Sardegna. Fu promosso, nel marzo 1989, Assistente di P.S. e, a distanza di un anno, Assistente Capo.


Nel 1992 vinse il concorso per Vice Sovrintendente ma non ebbe la possibilità di frequentare il corso di formazione per la nomina definitiva. Fece parte della scorta dei Magistrati Falcone e Borsellino.


Fu molto provato dall’attentato in un tratto dell’autostrada Palermo-Capaci, al Giudice Giovanni Falcone, alla sua consorte Francesca Morvillo ed agli agenti della scorta Vito schifano, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro: i suoi colleghi. Quel giorno, il 23 maggio, avrebbe potuto esserci lui e lui, Agostino, fu tra coloro che ne portarono il feretro sulla spalla insieme a tutto il peso della storia di quei giorni e la consapevolezza che i mesi a venire avrebbero potuto essere gli ultimi della sua vita: il 19 luglio 1992, in via D’Amelio, a Palermo, alle 16.58, un’autobomba piazzata sotto l’abitazione della madre del Giudice Paolo Borsellino spezzò per sempre la vita del Magistrato, degli agenti Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina e del capo scorta Agostino Catalano: uomo gentile, affettuoso, prodigo verso il prossimo, vicino ai giovani, appassionato d'arte -dipingeva egli stesso e lavorarva il ferro battuto- e dotato di un grandissimo senso del dovere. 


 


 





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